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Inbound marketing

15 agosto 2018 / admin

Inbound marketing

L’inbound marketing è una strategia olistica, capace di coinvolgere, attrarre e convertire i visitatori trasformandoli in clienti attraverso informazioni e contenuti rilevanti e non interruttivi

COS’È L’INBOUND MARKETING: ESEMPI ED APPLICAZIONI

Un’azienda inbound non è un’azienda che dimezza il proprio budget di investimento, ma ottimizza gli investimenti: l’impiego di risorse intellettuali ed economicheper la creazione di contenuti e informazioni efficaci può e deve essere comunque cospicuo.

Inbound Methodology

LA METODOLOGIA 

La metodologia inbound consiste nell’insieme dei processi attraverso i quali un utente – sconosciuto – si trasforma in un cliente e poi in un promotore di un certo brand o business.

In questo set di processi, il contenuto conserva una centralità essenziale, perché solo attraverso la creazione di contenuti pertinenti è possibile attrarre l’attenzione dell’audience di riferimento – inclusi i prospect – e convertirli prima in clienti acquisiti e poi in referral e promotori. Per ciascuno stage del funnel inbound si rende necessaria la creazione di specifici set di contenuti perfettamente calibrati sulla fase specifica in cui si trova l’utente/prospect/lead e il relativo stage del processo decisionale di acquisto. Oltre ai contenuti, un elemento centrale della metodologia di inbound è la call to action, che si configura come uno degli elementi essenziali per una strategia di successo 

Gli stage dell’inbound funnel sono quattro.

  1. Attract: il processo di attrazione è determinato dalla creazione di contenuti pensati specificatamente per i bisogni e gli interessi del mercato obiettivo, distribuiti nel posto giusto e al momento giusto, ossia quando un potenziale cliente elabora specifiche richieste e manifesta specifiche esigenze attraverso i social media o i motori di ricerca.
  1. Convert: una volta che l’utente è diventato un visitatore del sito o di qualsiasi altra piattaforma web di un brand o di una azienda, l’obiettivo di conversione va perseguito trasformando l’utente in un lead ottenendo informazioni specifiche, ovvero dati personali, anagrafica, insight sul comportamento di navigazione. Anche in questo stage i contenuti rivestono un ruolo di primo piano perché solo attraverso l’offerta di contenuti pertinenti e rilevanti – le giuste informazioni, al momento giusto, all’utente giusto – è possibile incentivare il processo di conversione.
  1. Close: in questo stage avviene la trasformazione del lead in un cliente acquisito. Una volta, cioè, avvenuta la conversione, i brand devono attivare un processo volto alla creazione di una solida relazione basata sulla fiducia e l’autorevolezza. Per questo motivo, in questa fase è essenziale che i brand abbiano una visione d’insieme su tutti gli strumenti relazionali più efficaci – dalle soluzioni di marketing automation e lead nurturing ai tool per il Social Media monitoring – così da assicurare sempre al lead acquisito una relazione basata sulla pertinenza.

INBOUND MARKETING E CUSTOMER DELIGHT

La customer delight è la fase finale di una strategia vincente di inbound marketing. Per quanto l’esperienza tra brand e utente sia una costante in ciascuno degli stage dell’approccio inbound, è proprio nella fase di delight, però, che questo trova il suo culmine. In questa fase, infatti, un cliente acquisito, una volta acquistato un bene o aver usufruito di un certo servizio, è così favorevolmentesorpreso al punto da trasformarsi in un entusiasta promotore e testimonial di quel prodotto o servizio.

Molte aziende non comprendono l’importanza strategica e il vantaggio competitivo che scaturisce da un cliente-promotore che agisca da referral e inneschi un nuovo processo che porterà all’acquisizione di nuovi clienti. Eppure la customer delight è un momento cruciale su cui si mette in gioco una strategia di inbound marketing. Acquisire nuovi clienti richiede uno sforzo significativo in termini di risorse, tempo e investimenti, ma senza una customer experience integrata capace di entusiasmare i clienti acquisiti, deliziarli e trasformarli in autentici promotori di un certo brand o servizio, ogni sforzo rischia di essere vanificato. Sia chiaro: non si parla di customer delight come sinonimo di assistenza post vendita ma come costituzione di una relazione di fiducia tra aziende/brand e clienti che coinvolge ogni reparto aziendale e l’intero processo di acquisto in ogni singola interazione.

Tre sono le basi della customer delight:

  • innovazione: intesa come cambiamento orientato al soddisfacimento delle esigenze sempre più complesse della customer base e all’implementazione con il brand;
  • comunicazione: rigorosamente personale e focalizzata a risolvere problemi;
  • educazione: su questa base è possibile costruire una relazione di fiducia con i propri clienti ogni volta si crei una interazione con l’azienda o il brand. In questa prospettiva si comprende perché le aziende coinvolte in toto nell’offrire una customer experience integrata debbano necessariamente occuparsi dell’educazione dei team: la formazione, lo sviluppo delle skill e soprattutto il coinvolgimento verso obiettivi comuni e condivisi. Solo quando un team comprende a fondo il concetto di customer delight è in grado di operare nel pieno rispetto dei principi aziendali, in autonomia e soprattutto è in grado di soddisfare e talvolta superare le attese dei clienti. Non solo: la relazione di fiducia tra azienda e customer base passa inevitabilmente attraverso l’ascolto, la condivisione degli obiettivi, il monitoraggio delle conversazioni e un’analisi approfondita di tipo quantitativo e qualitativo di tutte le interazioni che si stabiliscono tra azienda e customer brand.

 

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Fonte: https://www.insidemarketing.it/glossario-marketing-comunicazione/inbound-marketing/

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