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Growth Hacking : Case history di successo.

3 aprile 2018 / admin

Growth Hacking : Case history di successo.

Growth Hacking : Case history di successo.

Uno degli aspetti più interessanti, quando ci si avvicina a questo tema, è quello di approfondire i casi studio più famosi. Anche se si tratta quasi esclusivamente di casi americani, è sempre utile e stimolante vedere come aziende di ogni tipo hanno applicato il Growth Hacking per ottenere risultati concreti in tempi brevi.

Attenzione però, i casi studio andrebbero approfonditi per capire il mindset utilizzato da quella determinata azienda, non per scopiazzare la tecnica specifica. Anche perché, nel 99% dei casi non basta copiare la tecnica di Dropbbox per crescere come Dropbox.

Di seguito, alcuni degli esempi più famosi (articoli in lingua inglese)

Paypal, Slack, Whatsapp, AirBnB, Evernote, Square, Snapchat, Uber

Abbiamo detto cosa è il Growth Hacking, spiegato come è nato, raccontato le principali differenze con il Marketing Digitale e anche dato un po’ di spunti per intraprendere questo percorso.

Ma tutto ciò come può essere usato per il tuo prodotto/servizio? Come si applica per la tua startup? Come puoi usare il Growth Hacking per far crescere il tuo business?

Se hai seguito gli articoli precedenti avrai capito che non c’è una formula magica, né una soluzione universale ai problemi delle aziende. Questo significa che ti servirà a poco leggere i migliori libri, divorare decine di post sul tema e studiare tutti i casi studio delle famose startup americane.

Ti servirà a poco semplicemente perché ogni azienda ha la sua storia. Ogni prodotto è diverso. Ogni business è diverso! Come ho detto in qualche paragrafo precedente un growth hack che ha funzionato una volta difficilmente funzionerà di nuovo, perché nel frattempo è stato copiato da tanti altri e, inevitabilmente, ha perso di efficacia.

Ogni prodotto è diverso. Ogni Azienda ha la sua storia!

Quindi come dovresti affrontare allora la cosa?

Ci sono tre possibili strade, ovviamente partendo dal presupposto che tu non abbia una figura del genere in azienda.

Assumere un Growth Hacker

I Growth Hacker vengono definiti in Silicon Valley come degli “unicorni”. Il motivo è abbastanza semplice, sono così rari che è più facile trovare un unicorno che un Growth Hacker e chi ne trova uno se lo tiene stretto, pagandolo a peso d’oro.
Giusto per farti un esempio, lo stipendio medio di un Growth Hacker negli USA è di 140.000 dollari l’anno.

Creare un team di Growth Hacking

Nella maggior parte dei casi è molto più semplice, rapido ed economico. Il team ideale è formato da tre persone: un marketer, un programmatore e un product manager.
In questo scenario il Product Manager (che, probabilmente, è la figura che di più si avvicina a un Growth Hacker) è a capo del gruppo e gestisce l’intero processo chiedendo l’intervento operativo, quando serve, del programmatore e del marketer sui vari esperimenti da condurre.

Affidarsi a un consulente esterno

Questa è una via di mezzo tra le due soluzioni precedenti e funziona nel caso in cui nel team non ci siano le figure elencate al punto 2 oppure il team è così piccolo da non potersi permettere di dedicare tre figure full time a un’attività di questo tipo.
Nel caso ideale il consulente esterno è una figura di transizione che nel tempo aiuta a formare una figura interna (o un team interno) per poi permettere all’azienda di muoversi con le proprie gambe.

A questo punto, non ti resta che cliccare sul tasto che trovi qui sotto e partecipare al workshop che terremo Sabato 14 Aprile!


 

 

 

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